Come scegliere un'agenzia web

Proprietà del sito, costi ricorrenti, tempi, misurazione, cosa succede dopo la consegna. Le risposte che separano un fornitore serio dal resto.

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  • Aggiornata il 28.07.2026

Scegliere chi ti farà il sito è più difficile che scegliere il sito, perché stai valutando un lavoro che non esiste ancora. I portfolio si somigliano, i prezzi non sono confrontabili e tutti dicono di essere «orientati al risultato». Queste dieci domande servono a spostare la conversazione dai principi ai fatti.

Le dieci domande

  1. Dominio, hosting e accessi a chi sono intestati? La risposta giusta è: a te. Qualsiasi altra risposta va discussa prima di firmare, non dopo.
  2. Chi lavorerà materialmente sul progetto? Chi ti sta parlando o qualcun altro? Se qualcun altro, quando lo incontri.
  3. Cosa comprende esattamente il preventivo? Testi, foto, SEO tecnica, formazione, assistenza: voce per voce, incluso o escluso.
  4. Quali sono i costi ricorrenti annuali? Se la risposta è «te lo diciamo dopo», è già una risposta.
  5. Su cosa è costruito il sito e chi potrà metterci mano dopo? Una tecnologia diffusa ti lascia libero; una fatta in casa senza documentazione ti lega.
  6. Potrò aggiornare i contenuti da solo? E la formazione è compresa, o è un extra scoperto alla consegna?
  7. Come misureremo se ha funzionato? Se non emergono numeri — contatti, chiamate, richieste — nessuno potrà mai dire se l'investimento ha reso.
  8. Quante revisioni sono comprese? E cosa costa la successiva. Serve a proteggere entrambe le parti, non solo te.
  9. Cosa succede dopo la pubblicazione? Chi aggiorna, chi fa i backup, chi risponde se il sito cade di sabato.
  10. Posso parlare con un cliente degli ultimi due anni? Un fornitore serio non esita. La domanda giusta da fare al cliente non è «sei contento», è «cosa è andato storto e come l'hanno gestito».
Il criterio unico

Se dovessi ridurre tutto a una prova sola: chiedi cosa succede quando qualcosa va male. Chi ha esperienza vera ha una procedura e la racconta senza imbarazzo. Chi non ce l'ha risponde che non succede.

Le bandiere rosse

  • Garanzie sulla prima posizione su Google. Nessuno può garantirla; chi la promette sta vendendo altro o non sa come funziona.
  • Il preventivo che è solo una cifra. Senza elenco delle voci non è confrontabile con nulla.
  • Fretta di far firmare. Sconti che scadono venerdì sono una tecnica di vendita, non una condizione economica.
  • Portfolio senza link. Immagini di siti che non si possono visitare sono, nel migliore dei casi, progetti mai pubblicati.
  • Nessuna domanda sul tuo lavoro. Chi non chiede a chi vendi e come guadagni non può costruire nulla che funzioni per te.
  • Gergo al posto delle risposte. Se una spiegazione non si capisce, spesso è perché non deve.

Agenzia, freelance o studio

VantaggioRischio
Agenzia strutturataMolte competenze interne, continuità garantitaChi vende non è chi esegue; il tuo progetto può essere il più piccolo
FreelanceCosto contenuto, rapporto direttoUna persona sola: ferie, picchi di lavoro, competenze a macchia
Studio piccoloParli con chi lavora, visione unitaria del progettoCapacità limitata: se sei di fretta, i tempi vanno verificati prima

Nessuna delle tre è la risposta giusta in assoluto. La variabile che conta è la stessa in tutti i casi: chi risponde al telefono tra otto mesi, quando serve una modifica urgente e il progetto non è più nuovo.

Come si verifica un portfolio

Un portfolio si guarda con il browser, non con gli occhi. Tre controlli in cinque minuti, su siti pubblicati da almeno un anno:

  1. Aprilo dal telefono, in 4G. Se ci mette più di tre secondi a mostrare qualcosa, quello sarà anche il tuo sito.
  2. Cerca su Google il nome di quell'azienda. Se il sito non esce nemmeno sul suo nome, qualcosa non ha funzionato.
  3. Prova a fare quello che farebbe un cliente: trovare i contatti, capire il prezzo, mandare una richiesta. Se ti serve pazienza, ne servirà anche ai tuoi.

E una nota sull'estetica: un portfolio bellissimo di progetti tutti uguali dice che lo studio ha uno stile, non che sa risolvere il tuo problema. Cerca casi diversi tra loro — è il segnale che partono dal cliente e non da un modello.

Domande frequenti

A chi devono essere intestati dominio e hosting?

A te, sempre. Il fornitore può gestirli, ma l'intestazione e gli accessi devono essere tuoi. È la singola clausola che fa la differenza il giorno in cui vuoi cambiare fornitore: senza, il sito è ostaggio.

È normale che il preventivo non indichi i tempi?

No. I tempi possono dipendere dalla consegna dei tuoi contenuti, e va scritto, ma un progetto senza date è un progetto senza impegno. Chiedi almeno la data di consegna della struttura, quella del design approvato e quella di pubblicazione.

Meglio un'agenzia grande o un piccolo studio?

Dipende da chi lavorerà davvero sul tuo progetto. Nelle strutture grandi chi vende spesso non è chi esegue; in quelle piccole parli con chi fa, ma la disponibilità è più limitata. La domanda giusta non è quanto sono grandi, è chi risponderà quando avrai un problema.

Cosa deve restare a me alla fine del progetto?

Dominio, accessi all'hosting e al pannello di gestione, i file sorgente del logo, le immagini con le licenze in regola e i testi. Se una di queste cose resta al fornitore, non hai comprato un sito: hai affittato una dipendenza.

Se stai ancora valutando il budget, leggi quanto costa un sito web. Se vuoi vedere come lavoriamo, ci sono i progetti e chi siamo.