Scegliere chi ti farà il sito è più difficile che scegliere il sito, perché stai valutando un lavoro che non esiste ancora. I portfolio si somigliano, i prezzi non sono confrontabili e tutti dicono di essere «orientati al risultato». Queste dieci domande servono a spostare la conversazione dai principi ai fatti.
Le dieci domande
- Dominio, hosting e accessi a chi sono intestati? La risposta giusta è: a te. Qualsiasi altra risposta va discussa prima di firmare, non dopo.
- Chi lavorerà materialmente sul progetto? Chi ti sta parlando o qualcun altro? Se qualcun altro, quando lo incontri.
- Cosa comprende esattamente il preventivo? Testi, foto, SEO tecnica, formazione, assistenza: voce per voce, incluso o escluso.
- Quali sono i costi ricorrenti annuali? Se la risposta è «te lo diciamo dopo», è già una risposta.
- Su cosa è costruito il sito e chi potrà metterci mano dopo? Una tecnologia diffusa ti lascia libero; una fatta in casa senza documentazione ti lega.
- Potrò aggiornare i contenuti da solo? E la formazione è compresa, o è un extra scoperto alla consegna?
- Come misureremo se ha funzionato? Se non emergono numeri — contatti, chiamate, richieste — nessuno potrà mai dire se l'investimento ha reso.
- Quante revisioni sono comprese? E cosa costa la successiva. Serve a proteggere entrambe le parti, non solo te.
- Cosa succede dopo la pubblicazione? Chi aggiorna, chi fa i backup, chi risponde se il sito cade di sabato.
- Posso parlare con un cliente degli ultimi due anni? Un fornitore serio non esita. La domanda giusta da fare al cliente non è «sei contento», è «cosa è andato storto e come l'hanno gestito».
Se dovessi ridurre tutto a una prova sola: chiedi cosa succede quando qualcosa va male. Chi ha esperienza vera ha una procedura e la racconta senza imbarazzo. Chi non ce l'ha risponde che non succede.
Le bandiere rosse
- Garanzie sulla prima posizione su Google. Nessuno può garantirla; chi la promette sta vendendo altro o non sa come funziona.
- Il preventivo che è solo una cifra. Senza elenco delle voci non è confrontabile con nulla.
- Fretta di far firmare. Sconti che scadono venerdì sono una tecnica di vendita, non una condizione economica.
- Portfolio senza link. Immagini di siti che non si possono visitare sono, nel migliore dei casi, progetti mai pubblicati.
- Nessuna domanda sul tuo lavoro. Chi non chiede a chi vendi e come guadagni non può costruire nulla che funzioni per te.
- Gergo al posto delle risposte. Se una spiegazione non si capisce, spesso è perché non deve.
Agenzia, freelance o studio
| Vantaggio | Rischio | |
|---|---|---|
| Agenzia strutturata | Molte competenze interne, continuità garantita | Chi vende non è chi esegue; il tuo progetto può essere il più piccolo |
| Freelance | Costo contenuto, rapporto diretto | Una persona sola: ferie, picchi di lavoro, competenze a macchia |
| Studio piccolo | Parli con chi lavora, visione unitaria del progetto | Capacità limitata: se sei di fretta, i tempi vanno verificati prima |
Nessuna delle tre è la risposta giusta in assoluto. La variabile che conta è la stessa in tutti i casi: chi risponde al telefono tra otto mesi, quando serve una modifica urgente e il progetto non è più nuovo.
Come si verifica un portfolio
Un portfolio si guarda con il browser, non con gli occhi. Tre controlli in cinque minuti, su siti pubblicati da almeno un anno:
- Aprilo dal telefono, in 4G. Se ci mette più di tre secondi a mostrare qualcosa, quello sarà anche il tuo sito.
- Cerca su Google il nome di quell'azienda. Se il sito non esce nemmeno sul suo nome, qualcosa non ha funzionato.
- Prova a fare quello che farebbe un cliente: trovare i contatti, capire il prezzo, mandare una richiesta. Se ti serve pazienza, ne servirà anche ai tuoi.
E una nota sull'estetica: un portfolio bellissimo di progetti tutti uguali dice che lo studio ha uno stile, non che sa risolvere il tuo problema. Cerca casi diversi tra loro — è il segnale che partono dal cliente e non da un modello.
Domande frequenti
A chi devono essere intestati dominio e hosting?
A te, sempre. Il fornitore può gestirli, ma l'intestazione e gli accessi devono essere tuoi. È la singola clausola che fa la differenza il giorno in cui vuoi cambiare fornitore: senza, il sito è ostaggio.
È normale che il preventivo non indichi i tempi?
No. I tempi possono dipendere dalla consegna dei tuoi contenuti, e va scritto, ma un progetto senza date è un progetto senza impegno. Chiedi almeno la data di consegna della struttura, quella del design approvato e quella di pubblicazione.
Meglio un'agenzia grande o un piccolo studio?
Dipende da chi lavorerà davvero sul tuo progetto. Nelle strutture grandi chi vende spesso non è chi esegue; in quelle piccole parli con chi fa, ma la disponibilità è più limitata. La domanda giusta non è quanto sono grandi, è chi risponderà quando avrai un problema.
Cosa deve restare a me alla fine del progetto?
Dominio, accessi all'hosting e al pannello di gestione, i file sorgente del logo, le immagini con le licenze in regola e i testi. Se una di queste cose resta al fornitore, non hai comprato un sito: hai affittato una dipendenza.
Se stai ancora valutando il budget, leggi quanto costa un sito web. Se vuoi vedere come lavoriamo, ci sono i progetti e chi siamo.